Postato il 2 gennaio 2010 | Categoria: Auto
L’entry level di Subaru, introdotta poco più di un anno fa, pre-senta oggi una novità per quanto concerne l’alimentazione: an-che Justy è acquistabile con la doppia alimentazione BI-Fuel. Dopo aver cambiato forma e dimensioni per dare risalto alla maneggevolezza come si addice ad una city car, ma mantenendo una grande abitabilità ed una grande versatilità di utiliz-zo, con il BI-Fuel si rende ancora più interessante per gli spazi urbani, sempre sotto accusa di inquinamento. Si tratta sempre comunque di una Subaru, quindi condita con una serie di proposte tecnologiche di alto livello per quanto concerne la strumentazione ed il benessere a bordo. Va ricordato comunque che già dall’origine l’essenzialità del progetto era concentrata nel controllo delle emissioni e dei con-sumi. Si trattava di realizzare una Subaru che abbattesse di molto le emissioni di anidride carbonica, che potesse, grazie ad un agile e moderno motore di piccola cilindrata, soddisfare le ri-chieste del mercato in tema di mobilità urbana. Oggi ancora più mirata dall’impiego della doppia alimentazione.
Per lavoro o per svago, come prima o seconda vettura, la nuo-va Justy ha tutte le carte in regola per poter essere, oggi anco-ra di più,
a suo agio nelle caotiche città italiane. Per questo presenta una struttura molto lineare, con le ruote po-ste ai vertici della scocca per avere il massimo della stabilità an-che in un mezzo di queste proporzioni.
Ampi e robusti paraurti ad assorbimento d’urto per tutti i picco-li impatti che il muoversi in città può determinare. Un muso sim-patico e che dichiara subito di essere ben piantata a terra, una mascherina che richiama gli stilemi Subaru, una struttura per forze d cose che non lascia molto alla fantasia dato che s vole-va il massimo di sfruttamento dello spazio, ma che comunque raggiunge degli ottimi livelli di penetrazione nell’aria, prova ne sia che gli fruscii aerodinamici sono piuttosto contenuti. Un ampio e regolare portellone caratterizza il posteriore assie-me a dei gruppi che, come gli anteriori, sono decisamente di grandi dimensioni secondo la filosofia che vedere ed essere vi-sti è essenziale per evitare di essere investiti o di investire.
Per quanto concerne l’interno va detto subito che, un po’ per l’abbondanza di spazio interno ai passeggeri, un po’ per l’effet-tiva comodità dei sedili, una volta a bordo ci si dimentica di es-sere su una vettura lunga poco più di 3,6 m. La plancia è molto chiara, elegantemente rifinita con una super-ficie metallizzata dove si trova l’impianto audio di buona qualità con lettore CD e quattro altoparlanti. Al di sotto si trova l’im-pianto di climatizzazione mentre al centro della strumentazione, dietro al volante regolabile, trovano posto gli strumenti classici con in più la chicca tecnologica di avere un vero e proprio com-puter di bordo per le indicazioni digitali di due contachilometri parziali e l’indicazione dei consumi istantanei e medi.
Il motore utilizzato è un tre cilindri da 1.0l di cilindrata molto avanzato dal punto di vista tecnico dato che presenta un dop-pio albero a camme in testa che denota la presenza di un va-riatore di fase. Questa configurazione porta ad ottenere un ot-timo valore di coppia ma soprattutto un gradevole andamento della stessa. Infatti sono ben 94 i Nm che eroga ad un regime di rotazione di 3600 giri/min, per un mille di cilindrata è decisa-mente un buon risultato. La potenza massima, molto meno si-gnificativa per una city car come questa, è comunque di 51 kW (69 CV) a 6000 giri/min.
Ma il dato più importante nell’economia del progetto Justy per Subaru è il valore di emissioni di CO2 medio che si attesta sui 118 g/km con un consumo medio di 5,0 l/100 km.
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